Alessandra's profile(¯`°¤•.¸(¯`ღ..Yσυ'rє Mу ...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    01/11/2008

     
     
     
    E sono arrivati anche i 20 anni... come passa veloce il tempo...
    sembra ieri che desideravo i 18... e ora..sono già 20!!!
    Quante cose sono successe... una moltitudini di eventi inaspettati e bellissimi...
    mi piace pensare che a soli 20 anni sono quella che sono... e se alle persone piaccio...bene...se no..amen!
    Ho capito che sono meglio di quello che pensavo...e l'ho capito grazie a te Amore Mio... Ti amo!
     
     

    AUGURI AMORE!

     
     
    Oggi è il compleanno di una persona per me molto importante...
    della persona che in questi mesi mi ha fatto piangere... ridere... arrabbiare... ma senza la quale... non potrei vivere!
    Oggi è il compleanno della persona che AMO!
    Auguri Amore Mio!!!!!!!
    Sei Tutto ciò che di più bello potesse capitarmi.... Sei Tutta La Mia Vita!!!! 

     

    Buon Natale!!!!

    Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket        Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket        Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
     
     
    ... Buon Natale ...
    A
    ... tuTti vOi ...
    Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket        Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket        Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

    BuOnA PaSqUa!!!

     

                                                                                       

    FeStA delle DoNnE

    Glitter @ HotFreeLayouts.com

    L'origine della festa dell'8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
    Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu' proprio l'8 Marzo che la proprietà dell'azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
    Un incendio ferì mortalmente 129 operaie. Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che cercavano di migliorare la loro condizione di vita.

    L'8 marzo assunse col tempo un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità.

    L'8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata.
    Non è una "festa" ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni anno come segno indelebile di quanto accaduto il secolo scorso.

    BUON SAN VALENTINO!!

    SAN VALENTINO E LE SUE LEGGENDE

    San Valentino si dedicò con amore alla cura del prossimo. In vita compì numerosi miracoli e molte sono le leggende che raccontano le gesta del Santo.

    L'amore sublime:
    Un centurione romano pagano di nome Sabino s'innamorò di Serapia, una giovane cristiana di Terni. Egli si recò dai suoi genitori, per chiederla in sposa, ma loro rifiutarono a causa della sua religione. Serapia, a sua volta innamorata del giovane romano, lo invitò a recarsi da Valentino. Sabino seguì i suggerimenti dell'amata e ricevette il battesimo dal Santo.
    Fu allora che Serapia si ammalò di tubercolosi. I giorni passavano e la giovane non migliorava; fu deciso quindi di chiamare Valentino al suo capezzale. Sabino pregò il Santo, dicendogli che non avrebbe potuto vivere senza la sua compagna. Accogliendo la disperazione del giovane, Valentino levò le sue preghiere al Signore, ed i due giovani lasciarono la vita terrena, per vivere insieme nell'eternità.

    La rosa della riconciliazione:
    Passeggiando per il suo giardino, Valentino un giorno udì due fidanzatini litigare. Invitando i due ragazzi alla ragione, egli porse loro una rosa affinché la stringessero facendo attenzione a non pungersi con le spine e pregando perché il loro amore fosse eterno. I due giovani si riconciliarono immediatamente e dopo non molto tempo, si recarono nuovamente dal Santo per celebrare il matrimonio ed invocare la sua benedizione.

    I bambini:
    Il giardino della casa di San Valentino era un luogo di gioia ed amore, dove spesso gli abitanti della città di Terni si recavano, per ricevere i preziosi consigli del santo.
    Particolari ed abituali frequentatori del giardino erano i bambini della zona, che lì si recavano per giocare. Valentino, rallegrandosi della loro spensieratezza e della loro purezza, spesso si fermava ad osservarli, soprattutto per essere certo che non corressero pericolo alcuno.
    Quando il sole iniziava a tramontare, egli si recava tra loro e a ciascuno regalava un fiore, che i bambini avrebbero dovuto portare alle loro mamme. Un piccolo stratagemma, per essere certo che i fanciulli si dirigessero subito a casa, senza far troppo tardi!

    *Dipende da te...


    Apri le mani ed accogli la vita
    che scivola attraverso questo nuovo anno,
    essa è limpida e pura come acqua di fonte,
    fa che rimanga tale.

    Dipende da te
    porgi alla vita mani incontaminate
    ed essa fluirà in te e da te, limpida e pura.

    Dipende da te
    tutto ciò che vive attorno al tuo respiro
    è tua responsabilità
    prendi rastrello e pala
    è semina.

    Semina amore, è il tuo raccolto sarà amore;
    semina cecità e il tuo raccolto sarà cecità.

    Dipende da te la vita,
    semina bene e raccoglierai amore.
     

     

    Il 2007 è iniziato il cielo è pieno di stelle, per ogni stella ti auguro un sorriso, per ogni sorriso un caloroso abbraccio, per ogni abbraccio un amico, per ogni amico tanto amore e tanta tanta felicita!

    Buon 2007!!!

     

    *Buon Natale*

    Buon Natale!!! Lo so, non è originale... ma questo è l'augurio che faccio a tutti: ai miei genitori, ai parenti, agli amici, ai conoscenti, ai nemici, ai professori e ai 6 miliardi di persone che ci sono sulla terra... perchè in fondo tutti si meritano di passare un natale sereno!!!

     

    Hαρρу Hαℓℓσωєєи!!!!

                                                                          

     

       

                                                                       

    (¯`·._)...ѕтσяιє...(¯`·._)

     

    Amami da morire

    L'aveva lasciata sul divano, appena finito di fare l'amore. Non aveva voluto guardarla, ne' una carezza, ne' un sfiorarsi di labbra nulla, dopo aver fatto l'amore. Nudo, era scivolato tra le siepi del giardino e si era seduto lì, sul terreno bagnato, a guardare la luna.
    Era stato come morire fare l'amore con lei. Morire dentro, s'intende. Finiva sempre così, con tutte. Non poteva non odiarle, dopo. L'amore gli scivolava tra le dita. Sesso come voglia di vomitare.
    Rimaneva solo il ricordo di quelle mani, come artigli, pronti a strappargli via l'anima, di quella bocca pronta a succhiargli via la vita, di quegli occhi pronti a guardar dentro di lui ciò che non doveva essere visto.
    Milioni di volti.
    Centinaia di voci.
    Scriveva poesie su di loro con la punta della lingua, scolpiva nella loro carne la perversa asprezza di quelle parole. Ma non poteva cercare di lavar via la loro sporcizia solo con saliva.
    Solamente dolore di vivere, l'orgasmo diveniva come uno specchio in cui non doversi osservare.
    Strappare a morsi quel male che sentiva dentro, incolmabile il vuoto che gli stringeva lo stomaco dopo essere venuto. Una, dieci, cento volte pur di non doversi svegliare.
    Si era alzato ed era scappato via, poi.
    L'aveva lasciata lì, a gambe aperte.
    Lacrime come rugiada sulla peluria di lei. E l'amore si trasformava in disgusto. Sentimenti come banali trucchi da baraccone.
    Assaporava la freschezza dell'aria, assuefatto da quello che cercava senza mai riuscire a trovarlo.
    La ricerca lo drogava, di rabbia. "Amami da morire", bisbigliava a tutte prima di infilarlo, e poi le guardava spegnersi tra le sue braccia per divenir quel che sempre erano state, senza accorgersene: bambole di carne.
    Quando suonarono alla porta, Alessandro sembrò scuotersi dal torpore che l'aveva stretto. Si trascinò alla porta, intontito. Osservò dallo spioncino, poi aprì, senza dire niente. La luce di una torcia sulla faccia lo fece sorridere. Lo misero in ginocchio mentre gli leggevano parole in cui non trovava un senso. Fu solo il freddo della canna del fucile sulla sua nuca a farlo sentire reale.
    Non svegliatemi, non svegliatemi.
    Di scatto poi aprì le braccia e si sollevò in piedi.
    Stringetemi mentre muoio.
    La casa vuota da settimane ormai. Le portava tutte lì, prima di ucciderle. Sulle mensole del salone alcune foto. Il volto di Alessandro sereno, gli occhi ricolmi di orrori. Perché non sorrideva mai quand'era piccolo? Quant'è difficile per un bambino dover provare a crescere? Era quello l'unico modo che aveva per non doverlo fare.
    Assopirsi sul seno di una donna che non era sua madre. Quando vivi nell'incubo, dormire e come un po' svegliarsi. Ma si può trovare un po' di compassione per chi non riesce più a sognare?

     

    IncubO

    La bambina urlò nella notte ancora una volta.
    La madre si alzò dal suo letto e si diresse con passo affrettato nella stanza della figlia: aprì la porta e andò a consolarla come sempre, sedendosi accanto a lei sul lettino e accarezzandole i folti capelli corvini.
    La bimba disse con voce spaventata: - Era un incubo! C'era sangue dappertutto, sulle pareti della stanza, vicino ai miei piedi....... Ho avuto paura! -
    - Era soltanto un sogno, Rebecca. Solo un orribile sogno. -
    - Ma era così reale...... -
    La porta della stanzetta si aprì di nuovo: l’uomo rimase sulla soglia mentre chiedeva con voce calma alla bambina: - Ancora brutti sogni, piccola? -
    - Sì, papà! Era orribile! -
    - Tranquilla, Rebecca! Ci siamo qui noi, ora. E’ tutto finito. -
    - Sì, ma… posso venire a dormire da voi? -
    - Ma Rebecca! - Rispose la madre - Non sei più una bambina: oramai sei grande, no? Ora stenditi e cerca di dormire. -
    La bimba si rannicchiò nuovamente sotto le coperte rimboccate amorevolmente dalla madre e cercò di riaddormentarsi.
    I due spensero la luce e richiusero piano la porta della cameretta, per poi tornare nel loro letto.
    Lei sospirò dicendo: - Ancora quel sogno orrendo. -
    - Come mai, oramai sono due mesi che sogna sempre la stessa cosa...... - rispose lui pensieroso.
    - Non lo so. Chissà che le facevano a casa sua! Ma hai visto con chi abitava? Povera piccola.... -
    - Beh, ora l‘abbiamo adottata, no? Eppure i suoi incubi non smettono… -
    - E se dicesse la verità? Anche io di notte sento strani rumori....-
    - Ti ci metti anche tu? Già abbiamo adottato una ragazzina che ha probabilmente qualche disturbo…per favore! -
    Il marito si rigirò tra le coperte e dette le spalle a lei, che con voce agitata disse: - Cosa vorresti dire? Lei è tua figlia ora, e ne parli come se fosse una estranea! Persino il tuo sguardo quando vedi lei è diverso…Ricordati che l’hai voluta tu, una figlia. -
    Lui si alzò di scatto dal letto e le rispose urlando: - Certo, ora è colpa mia se tu non puoi avere figli, vero? Avanti, accusami pure, cosa aspetti? -
    - Io… -
    Un rumore proveniente dalla stanza della bimba li fece tacere per qualche istante; con voce soffusa lei continuò: - E se ci avesse sentito? -
    - Mah, non credo che possa sentirci da là in fondo... e comunque chi se ne importa. -
    - Mettiti nei suoi panni: a chi piacerebbe essere rifiutato per ben due volte nella vita? -
    - Va bene, smettiamola… - L’uomo si risedette sul letto e continuò: - Comunque non sappiamo ancora come farle passare quegli incubi: ho provato di tutto... -
    Lei esitò, poi disse: - Ci penseremo domani, va bene? -
    - Va bene. Ma sta volta dobbiamo fare veramente qualcosa: questa storia va avanti da troppo tempo. -
    L’uomo sospirò, poi la moglie gli diede una carezza sulla spalla e lo invitò a rilassarsi.
    I due spensero le luci dei rispettivi comodini e si addormentarono.
    Gli occhi della bimba brillavano nel buio mentre le lacrime le rigavano il viso scorrendo lungo le guance: erano mesi che i due litigavano per colpa sua e dei suoi incubi, lei li sentiva ogni notte. Era dispiaciuta di non piacere come figlia neanche a loro: forse c’era qualcosa in lei che non andava, forse era lei ad essere cattiva…
    Si mise seduta sul letto e si asciugò le lacrime con le lenzuola; per consolarsi mentre osservava con timore e curiosità l’oscurità che la circondava, immaginava amici delle figure fiabesche che si nascondevano nelle ombre della notte… ma quando chiudeva gli occhi, era sempre lì: l'uomo di sangue l'attendeva.
    Era sola a lottare contro quella figura disgustosa, che ad ogni minuto si ingrandiva, sembrava che la volesse inghiottire.......
    Ma quella volta non avrebbe gridato, se lo promise, non si sarebbe opposta al suo destino: infondo se lei svaniva i suoi non avrebbero più litigato a causa sua. L’uomo di sangue le si avvicinò, segnando il suo passaggio col liquido di cui egli stesso era fatto, e la guardò; lei vide per la prima volta i suoi occhi, due scuri rubini scintillanti ai raggi della bianca luna che filtravano dalla finestra.
    - Come mai non gridi questa notte?-
    La creatura parlò anche se non si aprì nessuna bocca.
    - No. Io non griderò più: cosa vuoi da me, vuoi rapirmi? - La voce della bimba era un fievole sussurro tremolante.
    - Non griderai? Davvero? E se ti dicessi che verrai nel mio regno sotterraneo per sempre e non potrai più uscire? Diverrai come me e vivrai per infestare le menti delle altre persone: l’unico sentimento che avranno nei tuoi confronti sarà l’odio e il terrore. Allora, cosa ne pensi? -
    - Non mi importa più…Fai ciò che vuoi. In questo mondo non ho ragione di esistere. -
    L’uomo prese in braccio la bimba e la guardò nei profondi occhi neri: sentì tutto il dolore della piccola, avvertì la sofferenza e le sussurrò: - Nel mio mondo però non sarai mai sola… Avrai sempre qualcuno che ti vorrà bene, io non ti lascerò mai sola -
    Lei poteva sentire il corpo caldo e vischioso di lui e con le bianche braccia lo abbracciò mentre la sollevava e la trasportava fra i meandri dei suoi incubi peggiori.....